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PRIMO PIANO - Festival Nazionale Maschera d'Oro

Edizione numero 29 per la Maschera d’Oro, il Festival nazionale del teatro amatoriale organizzato dal Fita Veneto: sette finaliste, scelte fra settanta compagnie iscrittesi alla kermesse da tutta Italia. Sette voci del migliore teatro amatoriale, capace di spaziare dai grandi classici alla drammaturgia moderna. Ai sette gruppi finalisti abbiamo chiesto di esprimere che cosa significa, per loro, partecipare a questo festival. Ambito, temuto, sognato. Proprio come il palcoscenico dell’Olimpico di Vicenza che, grazie al Premio Faber Teatro di Confartigianato Vicenza, si aprirà, per una sera indimenticabile, a chi indosserà la “Maschera d’Oro”...

Le sette finaliste vengono da varie parti d'Italia: tre dal Veneto, che affida i propri colori alla Compagnia "Giorgio Totola" di Verona ne “I pettegolezzi delle donne” di Carlo Goldoni, per la regia di Tommaso De Berti (4 febbraio), al Gruppo Amici del Teatro di Roncade (Treviso) in “Otto donne” di Robert Thomas, diretto da Alberto Moscatelli (11 marzo), e a Il Satiro Teatro di Treviso ne “La locomotiva”, lavoro scritto e diretto da Roberto Cuppone (18 marzo); una dalla Lombardia, la pluripremiata Accademia Teatrale "Francesco Campogalliani" di Mantova che ritenta la conquista del gradino più alto del podio con “Il trigamo” di Piero Chiara, per la regia di Maria Grazia Bettini (11 febbraio); una dalle Marche, il Teatro di Pesaro "La piccola ribalta" in “Improvvisamente l'estate scorsa” di Tennessee Williams, diretto da Mario Cipollini e Antonella Gennari (18 febbraio); una dalla Campania, Avalon Teatro di Salerno in “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo, per la regia di Gerry Petrosino (25 febbraio); e una ancora dal Lazio, la Compagnia Luna Nova di Latina (ma in relatà formata esclusivamente da attori napoletani) in “Morso di luna nuova” di Erri De Luca, diretto da Roberto Becchimanzi (4 marzo).
Per tutte le informazioni sul Festival e sugli spettacoli che lo animeranno vi rimandiamo al sito www.fitaveneto.org, dove trovate anche l'albo d'oro dell'ormai storica manifestazione e dell'abbinato Premio Faber Teatro, organizzato dai partner di Confartigianato Vicenza e particolarmente ambito dalle compagnie, perché mette in palio la straordinaria possibilità di esibirsi, per una sera, sul palcoscenico dell'Olimpico di Vicenza, teatro coperto più antico del mondo: pensate che quando fu inaugurato, nel 1585, Shakespeare aveva 21 anni...
Impossibile non emozionarsi, allora, se si riesce ad entrare nella rosa dei sette finalisti della kermesse. E proprio di questa emozione abbiamo chiesto una testimonianza alle compagnie in lizza per l'edizione 2017. Ecco i loro messaggi...

 

Totola Pettegolezzi
Compagnia “Giorgio Totola”
Il festival “Maschera d’Oro” è uno dei più prestigiosi festival del Teatro Amatoriale in Italia, e rappresenta un vero e proprio punto di riferimento nel panorama nazionale. Quando ci è stato comunicato che la compagnia Giorgio Totola era stata ammessa tra le sette finaliste di questa ventinovesima edizione della kermesse, ci siamo sentiti estremamente felici ed onorati di questa possibilità ed occasione: un traguardo molto lusinghiero, che sprona la compagnia a continuare nello studio, nel perfezionamento, nella formazione e nell'amore per il teatro.
 

 

Campogalliani
Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”
La partecipazione ad un concorso importante e prestigioso come il Festival nazionale “Maschera d’Oro” promosso da Fita Veneto e di scena a Vicenza rappresenta, per ogni compagnia consapevole, un privilegio ed un motivo d’orgoglio e di speranza… e la nostra compagnia Campogalliani ha già avuto il piacere di vivere numerose volte la grande emozione che questa esperienza sa assicurare. Bisogna però dire che, per la nostra formazione, questo è un anno assolutamente speciale, e così a tutti questi motivi già rilevanti se ne aggiungono altri, e di non poca importanza: l’Accademia Teatrale Campogalliani compie infatti settant’anni, e in questo anniversario così significativo partecipa al Festival con uno spettacolo storico del proprio repertorio: “Il Trigamo” di Pietro Chiara, già allestito trent’anni fa con successo e riallestito nell’ultimo scorcio della passata stagione artistica, con interpreti in parte nuovi e in parte già presenti in quella prima edizione. La nostra presenza alla Maschera d’Oro del 2017 avviene quindi nel segno di una storia teatrale longeva e significativa, che trova continuità nella collaborazione con altre realtà di grande tradizione.
 

 

Pesaro
Teatro di Pesaro La Piccola Ribalta
Siamo felici ed onorati di partecipare ad un Festival prestigioso come quello della “Maschera d’Oro” di scena a Vicenza, che sappiamo essere tra le manifestazioni più rilevanti nel panorama nazionale dei Festival di arte drammatica. Il fatto che La Piccola Ribalta di Pesaro sia, per la prima volta nella sua storia, tra le sette compagnie finaliste di questo concorso, non può che riempirci d’orgoglio, proprio perché per noi si tratta di un traguardo storico e anche perché sappiamo quale dura selezione occorre superare per arrivare nella rosa dei candidati. Il testo che portiamo in scena al Festival, “Improvvisamente l’estate scorsa” di Tennessee Williams, affronta temi cari al teatro classico, ma in qualche modo rivoluzionari. E ancora oggi, al di là della tolleranza e delle apparenze, affrontare la diversità, di qualunque tipo essa sia, continua a provocare in molti una forma di intima resistenza. Provare a fare i conti con questa resistenza è il motivo per cui ci siamo appassionati al testo e per questa ragione ci fa piacere essere riusciti a raggiungere un traguardo così ambito proprio con un lavoro così particolare ed estremamente attuale. Ovviamente tra tutti noi, attori, tecnici, collaboratori, l'emozione è grandissima e cresce di giorno in giorno con l'avvicinarsi della data fissata per la nostra rappresentazione. A presto!
 

 

Avalon
AvalonTeatro
Occorrerebbero ben più di poche righe per descrivere ciò che significa per noi partecipare a questa edizione della “Maschera d’Oro”, nella consapevolezza di ciò che questo festival nazionale rappresenta, più in generale, per il teatro in Italia. L’altissimo livello professionale di persone, mezzi e risorse impegnati per la riuscita del concorso testimonia come esso sia diventato, con pochi altri, un traguardo da raggiungere per potersi sentire davvero artisti. Un’intera “comunità” dimostra una sensibilità fuori dal “comune”, creando totale condivisione tra i mondi delle istituzioni, dell’arte e dell’imprenditoriale in un progetto finalizzato ad offrire cultura, nella piena consapevolezza che è dall’arte che si può riuscire a dar vita ad un futuro di uomini migliori. Per questo motivo, poter attraversare anche per un solo istante un processo culturale di simili dimensioni, farebbe versare a qualsiasi compagnia teatrale lacrime di gioia. Questo è accaduto a noi, questo è accaduto ad AvalonTeatro. Essere passati sotto la lente d’ingrandimento di uno dei più grandi drammaturghi al mondo, Luigi Lunari, ed avere avuto il privilegio e la fortuna, alla fine, di potersi presentare alla “Maschera d’Oro” a noi appare come un’occasione unica e straordinaria. La magnifica Vicenza e l’irraggiungibile ventinovesima edizione di questo prestigioso concorso sono per noi un regalo prezioso. Il solo “poterci essere” è già di per sé un meraviglioso riconoscimento.
 

 

Luna Nova
Compagnia Teatrale Luna Nova
La nostra Compagnia, composta da napoletani emigrati, approda ad uno dei più prestigiosi Festival d’Italia. Era un pò che ci provavamo, con diversi lavori, ma niente da fare. Al San Marco di Vicenza c’eravamo stati anni fa e con successo, ma con un altro nome e fuori festival. Poi, più nulla. Insomma tanti Festival in giro per il paese, tanti riconoscimenti, ma Vicenza… niente! Fino a che, un bel giorno, appare sul cellulare un prefisso ignoto: 0444. Sarà un call center? Cosa vorranno vendermi? Che faccio, rispondo? E se poi è uno di quei numeri che se solo rispondi e ci parli per pochi secondi ti prosciugano il conto telefonico, quello in banca e ti rapiscono pure tua moglie? Ma poi mi sono detto: il credito telefonico è quasi esaurito, quello in banca non ne parliamo, mia moglie… ci sto insieme da quarant’anni… vuoi vedere che è la volta buona? E allora ho risposto, e una voce dall’inconfondibile accento veneto mi comunicava la lieta novella. E allora appuntamento al 4 marzo con “ Morso di luna nuova”, non una commedia ma un racconto della rivolta del popolo contro l’occupazione nazista di Napoli, l’unica città Italiana che si libera dai nazisti da sola, senza attendere l’arrivo degli americani. Tutto questo naturalmente alla napoletana, e quindi con storie che si intrecciano, punteggiate dall’umorismo amaro e comico ad un tempo di una Napoli conosciuta e amata da tutti. E non vi preoccupate della comprensione del nostro dialetto, o meglio della nostra lingua: sapremo farci capire.
 

 

Teatroroncade
Teatroroncade
Ricevi una telefonata: «Ciao, ho il piacere di comunicarti che siete finalisti alla Maschera d’oro…». E già lì senti un “groppo” allo stomaco, l’emozione ti assale, non capisci più nulla di ciò che ti sta intorno! E pensi alle facce delle “otto donne” quando darai loro la notizia, a quelle di tutti i componenti della compagnia… finalisti a quello che, senza tema di smentita, è il più importante e prestigioso concorso nazionale di teatro amatoriale! È come essere in nomination per l'Oscar, ti guardi allo specchio e dici: io, ma proprio io… ebbene sì! E pensi alle fatiche, a tutto il lavoro fatto, alle arrabbiature, alle tensioni, ma anche alle soddisfazioni, alle risate... malgrado tutto e tutti. È un riconoscimento senza pari per il nostro impegno, oscuro e sconosciuto ai più, perlomeno nella sua vera essenza. Dopo esattamente dieci anni (la nostra “prima volta”) torniamo su questo prestigioso palcoscenico. E ognuna delle “otto” lo farà a modo suo: chi partecipa per la prima volta a questo concorso, chi non ne ha mai fatti, chi calpesta palcoscenici da pochi mesi, chi si appresta ad affrontare la sfida più dura con se stessa, chi ormai il palcoscenico lo frequenta da decenni ma è sempre come se fosse la prima volta e sente il peso e la portata della responsabilità di questa prova... Ma abbiamo tutta l’intenzione di goderci appieno questa meravigliosa avventura: le gambe tremeranno, il nodo alla gola salirà, ma il cuore di otto donne batterà all’unisono sul palcoscenico, grazie al loro affiatamento e all’immenso amore per il teatro.
 

 

Il Satiro Teatro
Il Satiro Teatro
Confesso che la prima reazione alla richiesta di esprimere che cosa significhi per me partecipare alla Maschera d’Oro è stata di imbarazzo o forse di lapalissiana ingenuità: è il Festival italiano più importante, caspiterina! Con un pizzico di narcisismo, comune a tutti i saltimbanchi, ho gioito per una scelta che premia la passione di una vita. Anche se non è la prima volta che la fortuna ha bussato alla mia porta. È incontestabile che la manifestazione organizzata dagli amici di Fita veneto ha assunto negli anni - e alla sua nascita mi trovavo anch’io... in sala-parto, ma allora francamente non ci sembrava una creatura destinata ad un così grande avvenire - un livello di qualità di assoluto valore artistico. Penso ai meccanismi di selezione, affidati in prima battuta a un gruppo di giornalisti, ben collaudati esperti del settore, e in seconda, per la scelta definitiva, ad un grande critico e drammaturgo come Luigi Lunari, cui tra l’altro non fa difetto la schiettezza intellettuale; e a quelli di giudizio, spettanti ad un’ulteriore giuria; e penso all’apparato organizzativo, che farebbe invidia agli orologiai ginevrini. Grazie a tutto ciò, la Maschera d’Oro rappresenta una vetrina unica nel suo genere. E poi il miraggio di una romantica escursione sulle tavole del Teatro Olimpico... È possibile, anzi probabile, che altri amici con i loro spettacoli meritassero il riconoscimento assegnato a me e ad altri sei fortunati ma... sarà per la prossima volta! Cin cin!
 

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