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PRIMO PIANO - Fita Veneto, la parola al territorio

A poche settimane dall'elezione delle cariche federative, con il nuovo presidente regionale Mauro Dalla Villa tracciamo una panoramica della situazione attuale e delle prospettive di Fita Veneto.

dalla villa 100

Mauro Dalla Villa
Presidente Fita Veneto


 

 

 

Cominciamo dall'oggi, presidente Dalla Villa: com'è la Fita che ha trovato?
È in buono stato di salute e molto ben organizzata; proprio per questo, non è che si debba e si possa pensare a chissà quali rivoluzioni per migliorare le cose: un primo traguardo, semmai, sarà mantenere quanto trovato. Chi ci ha preceduto, ma non serve sia io a dirlo, ha lavorato molto e bene per la nostra Federazione.
Abbiamo deciso di partire intanto con piccole cose, perché siamo un Direttivo in gran parte rinnovato, formato da persone che, per quanto si conoscano da tempo, non hanno mai lavorato insieme. Un'azione che sicuramente intraprenderemo sarà rivolta ai Comitati provinciali, ognuno dei quali merita un'attenzione specifica, calibrata sul suo territorio e il suo modo di operare: andremo a incontrarli tutti, come avevamo annunciato in occasione delle elezioni. Il nostro obiettivo è che le compagnie capiscano di poter contare, oltre che sul loro Comitato provinciale, anche sul Comitato regionale, composto da persone che sono anche e prima di tutto, proprio come loro, soci di compagnie e vivono gli stessi problemi di tutti. Un confronto diretto, quindi, può aiutarci ad avere maggiore familiarità con i soci e una conoscenza più chiara delle loro aspettative e delle problematiche più urgenti.

Un rapporto sempre più diretto con le compagnie e i singoli soci, quindi, è tra le priorità...
Certamente, anche perché vogliamo far sì che le proposte che partono dal livello regionale arrivino fino  ai singoli soci. Purtroppo, infatti, il passaggio attraverso le varie gerarchie federative rischia di disperdere parte delle informazioni: quando il Comitato regionale lancia una proposta o invia una notizia, come primo referente ha naturalmente i Comitati provinciali, che a loro volta la trasmettono ai presidenti di compagnia, perché la riferiscano a loro volta ai soci. Se a qualche livello l'informazione non viene trasmessa, finisce con il non arrivare agli utenti finali, gli associati di Compagnia. Per questo vorremmo istituire un canale quanto più possibile diretto e, nel contempo, abituare i soci a rivolgersi in piena tranquillità al Comitato regionale, se si sentono "trascurati".

Qualcosa, comunque, è già stato avviato sul fronte della comunicazione.
È nata la Newsletter, ad esempio, che inviamo ogni mesi a tutti gli iscritti dei quali abbiamo l'indirizzo e-mail (anzi, chi non la ricevesse si faccia sentire): in essa proponiamo una sintesi delle informazioni più interessanti di quel momento, eventualmente approfondite nel sito o per le quali chiedere chiarimenti al proprio Comitato o a quello regionale. In questo momento stiamo valutando l'efficacia di questo servizio, così da metterlo ulteriormente a punto in caso di necessità.
E poi naturalmente c'è il sito, che viene aggiornato quasi quotidianamente. E da ottobre è tornato gratuito e disponibile a tutti i soci (e non solo) grazie al formato online proprio il nostro Fitainforma, pensato per approfondire sia alcuni aspetti della vita federativa sia la cultura teatrale in genere. Insomma, le informazioni vengono date: l'importante è che arrivino a destinazione e siano lette, e sulla verifica e l'eventuale miglioramento di questi canali stiamo lavorando fin dal primo giorno del nostro insediamento.

Parliamo di servizi. Accanto all'assistenza e alla consulenza in campo amministrativo, burocratico e fiscale, c'è molto altro...
Assolutamente sì. Solo per fare qualche esempio, pensiamo alla videoteca e alla biblioteca teatrali a disposizione nella sede regionale, o al catalogo di testi teatrali consultabile online. E poi, naturalmente, centrale è tutto quello che riguarda la formazione. Nell'ultimo anno, a causa delle risorse particolarmente scarse, purtroppo non abbiamo potuto fare molto, ma in precedenza abbiamo sempre attuato corsi di formazione e di aggiornamento: eventi che, per contenuti e qualità dei docenti, riteniamo essere stati un servizio interessante e necessario per i soci, e sul quale speriamo di poter quanto prima tornare a investire. Intanto, alcuni passi avanti importanti li stiamo compiendo nel rapporto con il mondo della scuola.

Di che cosa si tratta?
Nell'ambito del PON – Programma Operativo Nazionale del Ministero e di una serie di bandi promossi per attività extrascolastiche, ci siamo resi disponibili come potenziali partner delle scuole per i loro laboratori teatrali: in molte hanno risposto positivamente e ora non rimane che attendere per vedere quali di queste saranno effettivamente ammesse ai finanziamenti.
Va sottolineato che il tema "rapporti con le scuole" è assolutamente coinvolgente e su di esso concentreremo al massimo i nostri sforzi, anche perché significa lavorare con e per i giovani. Il problema, anche in questo campo, è però che le idee ci sono, e spesso sono bellissime, ma il difficile è arrivare a concretizzarle. Mi piace ricordare, comunque, che quando ci sono state collaborazioni in questo senso i risultati sono stati sempre notevoli, soprattutto per i ragazzi: penso ad esempio alla realizzazione di scenografie o costumi, o all'esecuzione di partiture musicali o altro ancora. E naturalmente vanno ricordate esperienze ormai consolidate e assolutamente di alto livello come "Teatro dalla Scuola", storico concorso per i laboratori teatrali delle scuole superiori del Veneto, organizzato da una nostra associata con il pieno e fattivo sostegno di FITA Veneto e il concorso di critica teatrale legato al festival nazionale "Maschera d'Oro". Ribadisco quindi che Fita Veneto è aperta a qualsiasi proposta da parte delle scuole: siamo in tanti, facciamo un teatro a 360 gradi per generi e stili e siamo diffusi in tutto il territorio.

Oggi, come ricordato, Fita Veneto gode di buona salute. Ma fino a qualche mese fa c'era di che tremare...
Sì, e molto. Circa un anno fa, nel presentare l'edizione 2016 della Maschera d'Oro, avevamo assicurato che il festival non avrebbe subito contraccolpi, pur sapendo che non avevamo la copertura necessaria: ma volevamo portarlo avanti nonostante tutto, anche a costo di mettere di tasca propria quanto occorreva, perché abbiamo sempre creduto in questo progetto e continuiamo a crederci. Quella presa di posizione sottolineava la volontà di Fita Veneto di salvaguardare le cose importanti: una determinazione che c'era e che faremo di tutto perché continui ad esserci. Questo per dire che faremo tutti gli sforzi necessari per mantenere vivo quello che ha funzionato negli anni. Anzi, moltiplicheremo gli sforzi. Lo dico perché di recente ho letto bozza della nuova Legge regionale sulla Cultura e non nascondo più di qualche preoccupazione.

In che senso?
Il rinnovamento di un parco legislativo in materia indubbiamente datato è da ritenersi positivo, non c'è dubbio. Quanto finora letto nella bozza, però, presuppone l’eliminazione di molte Leggi regionali che trattavano settori specifici, riunendole ora in un’unica norma. La preoccupazione potrebbe nascere qualora, con  la nuova modalità, non vi fossero risorse sufficienti a rispondere a tutte le necessità che, precedentemente, erano coperte dalle tante Leggi che saranno abrogate.
È ancora tutto da vedere, ma ci auguriamo non sarà così, perché ciò potrebbe significare un’ulteriore diminuzione di risorse da parte della Regione, per Fita Veneto ma anche - e soprattutto - per i Comitati provinciali. È un argomento serio su cui riflettere, considerando che i contributi che la Regione Veneto ha finora assicurato a Fita Veneto sono stati importanti per il sostentamento della stessa e dei Comitati provinciali. Si tratta di risorse che innescano un meccanismo di “moltiplicazione”, diventando stimolo e motore di numerose iniziative, sia organizzate direttamente, sia attraverso le Compagnie associate. La maggior parte di queste iniziative, tanto per i soci che per il pubblico, vengono attuate in tutto il territorio regionale, soprattutto fuori dai centri maggiori e dai capoluoghi di provincia, laddove, quindi, non ci sarebbero altre attività teatrali a parte le nostre.

In questo quadro di difficoltà, quanto può essere utile cercare risorse alternative e lavorare su progetti condivisi, coinvolgendo varie realtà del territorio?
Sono entrambe linee che mi sembra siano sostanzialmente condivise dal Direttivo. Sicuramente vogliamo migliorare la nostra capacità di individuare solide fonti di finanziamento, per esempio intensificando la partecipazione a bandi regionali, nazionali o europei, o coinvolgendo qualche privato, magari per piccoli ma significativi progetti. Lo abbiamo già fatto in passato, a volte con successo, a volte no. Insisteremo, perché crediamo non sia più possibile organizzare l'attività come in passato, quando l'eventuale contributo era concesso per l'attività generale. Si va sempre più verso il finanziamento di singoli progetti, e per farli – come già sperimentato anche di recente - attivare sinergie con altri soggetti potrà senz'altro rivelarsi una delle strade da percorrere.
Voglio comunque ricordare, come esempio virtuoso di concreta collaborazione con soggetti diversi, il legame di reciproca stima che da anni portiamo avanti con Confartigianato Vicenza, una grande organizzazione imprenditoriale che ha scelto (e sono ormai più di vent'anni) di credere e investire nella cultura, divenendo partner speciale del Festival nazionale "Maschera d'Oro" con il suo Premio Faber Teatro, ambitissimo dalle compagnie di tutta Italia che ogni anno si iscrivono alla kermesse: consente infatti, alla formazione vincitrice della "Maschera", di esibirsi per una sera sul palcoscenico rinascimentale dell'Olimpico di Vicenza, opera di Andrea Palladio e teatro coperto più antico del mondo.

Abbiamo detto dei rapporti sempre più stretti che intendete creare con i Comitati provinciali e le singole compagnie. E quanto ai rapporti con la Fita nazionale?
Abbiamo un rapporto di conoscenza diretta con diverse persone dei quadri e di varie strutture interne e continueremo ad essere l'"interlocutore attivo" che siamo sempre stati. In più, abbiamo la fortuna di mantenere, anche in questo mandato, un rappresentante veneto nel Direttivo: il nostro presidente uscente Aldo Zordan. Il collegamento con la struttura nazionale, quindi, è garantito e in questo senso non abbiamo alcuna preoccupazione. Siamo sempre stati molto critici con la struttura nazionale, è risaputo. Ma abbiamo visto che buona parte delle criticità da noi sollevate sono state affrontate e corrette, in particolare modificando il modo di rapportarsi con le strutture territoriali e attivandosi in diversi settori. Pensiamo insomma che la Fita nazionale stia lavorando per dare risposte concrete ai soci. D'altra parte la Fita, a tutti i livelli, esiste perché ci sono i soci: ed è solo pensando a loro che dobbiamo svolgere il nostro compito di rappresentanti.

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