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Europa

Patrick Schoenstein

L'amatoriale nelle Faroe

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del teatro amatoriale in Europa e nel mondo. In questo numero, facciamo rotta verso nord, fino alle bellissime Isole Faroe, dove una piccola ma attiva  comunità vive il teatro come uno strumento di aggregazione sociale, guardando alla trasmissione della propria identità ma aprendosi anche al dialogo internazionale. Ad accompagnarci è Noomi Reinert, presidente della Meginfelag Áhugaleikara Føroya (MÁF).

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di Alessandra Agosti
collaborazione e traduzione
di Silvia Bagnara Milan

Ha un forte ruolo sociale il teatro delle Isole Faroe, protagonista di questa nuova tappa del nostro viaggio alla scoperta della grande famiglia degli amatoriali nel mondo.
In questo piccolo arcipelago - meno di 50mila abitanti, più o meno come Mantova - situato nell'Oceano Atlantico tra Scozia, Norvegia e Islanda, ma legato alla Danimarca, davvero il teatro è autentico strumento di aggregazione, di tutela della propria identità ma nel contempo di apertura verso il mondo.
Ne abbiamo parlato con Noomi Reinert, presidente della Meginfelag Áhugaleikara Føroya (MÁF), componente dell'AITA/IATA, la federazione mondiale del teatro amatoriale, di cui fa parte anche Fita nazionale.

Noomi Reinert President Faroe 2015

Che cosa rappresenta il teatro amatoriale in una realtà come la vostra? In particolare, è più sentito come uno strumento di trasmissione della cultura locale, anche in ambito linguistico, o come strumento culturale e di crescita in senso lato?
C'è la vita di tutti i giorni, che implica il lavoro, la casa e la famiglia. E poi, c'è il teatro. Per gli attori  del teatro amatoriale e le persone che lavorano attorno al palco, questi due stili di vita sono inseparabili, e ciò comporta un grande sforzo di volontà, poichè si ha la necessità di trovare quell'energia e quel tempo in più che sono basilari per dar vita ad uno spettacolo. Questo è il modo in cui vivono molti dei membri che fanno parte delle organizzazioni di teatro amatoriale, e,  nonostante tutte le difficoltà, gli spettacoli annuali hanno un così grande valore per la società che, per questi attori amatoriali, non ci sarebbe la possibilità di vivere altrimenti.
La società di cui fa parte il nostro teatro è talmente compatta che c'è un legame molto forte tra la parte creativa e la necessità che la tradizione venga mantenuta. Direi quindi che il teatro amatoriale è un fattore indispensabile per lo sviluppo culturale della società delle Faroe.

03 Internotesto B

Se doveste tracciare un identikit del vostro attore amatoriale-tipo, quali sarebbero i suoi tratti principali? Sesso, età, formazione...
Un amatoriale-tipo sarebbe un uomo di trent'anni che nessuno si aspetta possa fare teatro nella vita di tutti i giorni. Per così dire, una persona ordinaria che non notereste e non salterebbe all'occhio mentre camminate per la strada. Molto probabilmente praticherebbe un lavoro nel settore sanitario e sarebbe abituato a lavorare con le persone, oppure sarebbe un qualche tipo di artigiano. Quest'ultimo tipo di persona si inserisce spesso nel teatro per le proprie abilità creative.
Naturalmente, il carattere di questa persona la porterebbe a provare piacere nel ricevere attenzioni, ed in questo sarebbe aiutato da un certo tipo di humor innato.
È una cosa divertente: quando organizziamo seminari di vario genere, la maggioranza dei partecipanti sono donne. Ma quando si arriva a mettere in scena degli spettacoli, troviamo che gli uomini siano più disposti a mettersi in gioco, mentre molte delle donne che erano presenti ai seminari partecipano comunque, ma occupandosi delle mansioni dietro le quinte.

E il vostro pubblico da chi è formato?
Il teatro amatoriale è molto amato e ha un pubblico molto folto. Dato che la nostra popolazione non è molto numerosa, i membri attivi tra gli attori amatoriali sono pochi, e circolano tra gli spettacoli, e il pubblico vede i medesimi attori sul palco anno dopo anno. Questo, tuttavia, non sembra essere un problema, poichè alcuni gruppi organizzano progetti teatrali per le scuole per bambini e ragazzi, per cercare nuovi membri.

03 internotesto C

Quale tipo di teatro è più diffuso tra i vostri iscritti: teatro di autori locali, grandi classici internazionali? E come stile e impostazione registica, si privilegia un approccio classico o contemporaneo?
Vediamo una grande differenza tra le scelte del teatro amatoriale e di quello dei professionisti. Il teatro "dei professionisti" si sente quasi obbligato a mettere in scena spettacoli artisticamente impegnativi, che smuovano gli animi o tocchino alcuni temi rilevanti per la società. Il teatro amatoriale, d'altro canto, sceglie i testi per il solo scopo di divertire. Osservando le tendenze degli ultimi anni, le farse sono sempre state la scelta principale, sia alcune più datate, sia quelle di Dario Fo e altri che non sono conosciute nei teatri vicino a noi e non sono di autori locali.

Come riuscite a finanziare la vostra attività? Vi autofinanziate, potete contare su contributi pubblici o su sponsorizzazioni private?
Il MÀF, la federazione del teatro amatoriale delle Isole Faroe, lavora sotto il patrocinio del ministero dell'educazione con lo scopo di amministrare gli aiuti finanziari alle organizzazioni di teatro che sono membri del MÀF. Anche ai teatri vengono dati dei supporti economici dalle municipalità locali e in vari modi da sponsor privati, e, come detto prima, il grande interesse del pubblico locale si monitora dalle vendite dei biglietti.

Nel vostro calendario annuale, quali sono i momenti più significativi?
Nella nostra piccola nazione, abbiamo tre gruppi di teatro amatoriale, che sono costanti nel mettere in scena degli spettacoli, sforzandosi di riuscirci ogni anno. Questi allestimenti sono grandi eventi di per sè, e diventano momenti assolutamente importanti.
In aggiunta a questi, il MÀF organizza vari seminari in base alle necessità dei teatri, che le persone attendono con ansia. Per questi seminari cerchiamo spesso insegnanti che vengano dall'estero, per cercare di portare qualche nuova ispirazione. Ogni due anni, l'organizzazione amatoriale faroese collabora con quella islandese per l'organizzazione di un festival di corti teatrali. Facciamo a turno per ospitare il festival e portiamo numerose compagnie con noi. Questo è qualcosa di grande valore per le organizzazioni e per il teatro amatoriale.

03 internotesto D

Pensate che il teatro amatoriale possa avere dei benefici da un dialogo più ampio e frequente fra realtà diverse, a livello europeo e non solo? E se sì, in quali ambiti consigliereste di agire con maggiore incisività (per esempio, interscambi soprattutto per i giovani, diffusione di copioni teatrali in traduzione e di video di rappresentazioni delle diverse realtà nazionali...)?
Il teatro amatoriale è qualcosa di speciale. È un mondo fatto di teatro e tenuto in vita da persone di spirito che lo praticano con infinito amore. E, allo stesso tempo, è tenuto in vita da persone che hanno poco tempo ed energie, cosa che lo rende fragile. È importante per noi essere responsabili nei confronti del teatro amatoriale, mantere forte questo spirito. Credo che il modo migliore per farlo sia lavorare insieme e collaborare in ogni maniera possibile. Due anni fa ho partecipato con un gruppo di 20 ragazzi ad un progetto che coinvolgeva gruppi da tutta la Scandinavia, ed abbiamo lavorato per più di un anno ad uno spettacolo, viaggiando per tutta la Scandinavia per metterlo in scena. Questo ha comportato un sacco di lavoro e la necessità di trovare un cospicuo supporto finanziario, ma è stato estremamente gratificante per gli attori che, in molti casi, si sono tenuti in contatto, hanno frequentato seminari insieme, condiviso idee, si sono aiutati in altri progetti.
Per noi, poiché siamo un'organizzazione di teatro amatoriale nata in una nazione poco popolosa, è estremamente importante collaborare con altre organizzazioni, sempre che vi sia un'ispirazione comune. Allo stesso tempo, siamo certi che la nostra cultura porterebbe input interessanti nella collaborazione con altre culture europee. Personalmente, sostengo fortemente ogni tipo di collaborazione, dalla comunicazione giornaliera a progetti a lungo termine.
Non sarebbe interessante lavorare su un copione scritto da un connazionale, ed avere una compagnia di una cultura completamente diversa che lo interpreti e lo metta in scena, e vedere cosa quel copione diventa? Con la tecnologia odierna, questo esempio si potrebbe portare a termine facilmente.
Posso dire, senza alcun dubbio, che nel teatro amatoriale faroese si ritrova un forte desiderio di collaborazione.

Le immagini sono tratte dalla pagina facebook del Màf o di libero utilizzo.

 

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